domenica 31 agosto 2008

Credits


Ieri sera c'è stata una festicciola in mio onore a casa di Ida.


Entrando in casa mi si è presentata questa scena:



e questo è stato solo l'inizio




GRAZIE A TUTTI È STATO MERAVIGLIOSO!!!




PS: questo spazio sarà aggiornato con nuove foto appena riuscirò a recuperarle

sabato 30 agosto 2008

Ricciolidoro ar gabbio!


Ultmamente questo blog è stato luogo di un continuo ritorno all'infanzia: le fiabe della nonna, Capitan Harlock (si, Valbe, ok, sarà pure delle tua generazione, ma non è colpa mia se sono nata nel decennio sbagliato), i Capri Rochi, gli elefanti rosa di Dumbo, i Muppett... quindi oggi continuo più o meno su quella scia parlando di nuovo di fiabe.

Avevamo detto che la nonna mi raccontava storie allucinanti, è vero, ma ciò non mi ha impedito di venire in contatto con fiabe più convenzionali.

È giunto il momento d ammetterlo: io odio Ricciolidoro.

L'ho sempre odiata e non parlo solo della stronzetta bionda che ha i suoi cinque minuti di celebrità su quel capolavoro di fumetto che è Fables. Mi riferisco anche della stronzetta più piccola, quella che presumibilmente aveva l'aspetto di Shirley Temple (sì, odio anche lei, va bene?).

Ora, posso capire tutto, ma come si fa a considerare Ricciolidoro la buona della fiaba.

Ecco come l'ho sempre vista io la faccenda: una mocciosa viziata si allontana di casa e se ne va a spasso bosco dove trova una casetta.

Non avendo niente di meglio da fare si intrufola in casa di sconosciuti.

E già abbiamo la violazione di domicilio.

In casa i poveri orsi (ok, va bene un po' sprovveduti) hanno lasciato la loro cena a raffreddare sul tavolo. Ora, caliamoci nei panni della povera mamma orsa che ha presumibilmente passato il pomeriggio a spignattare per nutrire i suoi cari.

Ricciolidoro che fa? Si pone il problema? Si chiede se è il caso di indugiare in casa d'estranei? Torna a casa?

No, ovviamente Ricciolidoro assaggia la minestra da ogni ciotola.

Ora, tralasciando il fatto che nessuno farebbe niente del genere, che cosa fa supporre all'impidente mocciosa che la stessa minestra cambi a deconda della ciotola in cui è contenuta?

Non si sa, ma intano aggiungerei furto ai capi di imputazione.

A questo punto ormai abbiamo capito che nulla può fermare l'invadenza del piccolo mostro maleducato che, dal canto suo, decide che è giunta l'ora di un bel sonnellino in poltrona, proprio come se fosse a casa sua.

Riccolidoro ovviamente deve testare tutte e tre le sedie finendo anche per rompere la più piccola (perché, ovviamente, non può arrivare da sola a capire quale poltrona può reggerla e quale no).

Danneggiamento della proprietà privata.

E tralasciamo la fatica che era costata a babbo orso la costruzione delle tre poltrone.

Evidentemente non soddisfatta, la piccola fastidiosa peste, va al piano di sopra e decide ce è il caso di provare a dormire su un letto, ma uno è troppo duro, uno è troppo morbido (ma con che coraggio si lamenta sta piccola stronza...) e alla fine il terzo è di suo gusto.

Ma per dormire su sti letti si sarà messa sotto le coperte no?

Quindi li ha sfasciati senza poi dormirci... io direi che questo è vandalismo.

Alla fine quando i tre orsi tornano in casa e la trovano, quella piccola strega si permette pure di spavenbtarsi e scappare come se fosse lei dalla parte della ragione e quelli cattivi fossero gli orsi...

Se questi orsi fossero un po' meno sprovveduti dovrebbero citarla per danni: violazione e danneggiamento della proprietà privata, furto e vandalismo, e vediamo se a quella odiosa mocciosa passa la voglia di andare a rompere le scatole al prossimo.


Aggiungerei una nota per segnalare un'assurdità: mentre cercavo su google immagini la parola Ricciolidoro per trovare qualcosa di carino con cui corredare questo post, fra le prime immagini ne è saltata fuori una di Mirco Bergamasco della nazionale di rugby

giovedì 28 agosto 2008

4.40 di puro terrore







Look out!

Look out!

Pink elephants on parade

Here they come!

Hippety hoppety

They're here and there

Pink elephants ev'rywhere

Look out! Look out!

They're walking around the bed

On their head

Clippety cloppety

Arrayed in braid

Pink elephants on parade

What'll I do? What'll I do?

What an unusual view!

I could stand the sight of worms

And look at microscopic germs

But technicolor pachyderms

Is really much for me

I am not the type to faint

When things are odd

or things are quaint

But seeing things you know that ain't

Can certainly give you an awful fright!

What a sight!

Chase 'em away!

Chase 'em away!

I'm afraid need your aid

Pink elephants on parade!

Pink elephants!

Pink elephants!

mercoledì 27 agosto 2008

I tre capri rochi


Ok, dato che Valberici ha dichiarato di non conoscere questa storia, e dato che io non posso permettere che Valberici prosegua la sua esistenza nella becera ignoranza, per lui e per chiunque altro non la conoscesse, ecco a seguire una bella fiaba...


I TRE CAPRI ROCHI


C'erano una volta tre Capri soprannominati I Rochi. Durante l'inverno, vivevano in un fienile a valle, ma con l'arrivo della primavera sentivano il desiderio di andare sulle montagne dove cresce l'erbetta tenera e novella.


Per andare lassù i tre Capri dovevano traversare un fiume impetuoso. Ma sotto il ponte, fatto di tavole di legno, viveva un terribile troll con un occhio solo.


Nessuno poteva passare sul ponte senza il suo permesso, e infatti nessuno lo attraversava perché lui se li mangiava prima.


Il più piccolo dei Capri Rochi fu il primo a raggiungere il ponte. Trippiti-trop, trippiti-trop, trippiti-trop, trotterellava sulle tavole di legno. Tin-tin, tin-tin. tin.tin, faceva il campanellino che portava al collo.


"Oh che tu fai sul mio ponte?" grugnì il troll da sotto il tavolato.


"Sono i Capretto Roco", belò il più piccolo dei Capri con la sua vocina stridula. "Sto andando in montagna a mangiare l'erbetta verde e dolce."


"Ah no che non ci vai!" disse il troll. "Perché io ti mangerò per colazione."


"Oh no, per favore, signor troll", implorò il capretto. "Io sono il più piccolo dei tre Capri Rochi. Sono troppo magro per essere mangiato e non sono affatto saporito. Perché non aspetta che venga mio fratello, il secondo Capro Roco? Lui è molto più grande e più grosso di me e sicuramente più saporito."


Il troll non aveva voglia di perder tempo con un capretto se cen'era in arrivo uno molto più grosso e saporito.


"Va bene, puoi traversare il ponte", brontolò. "Vai pure a ingrassare sulle montagne. Ti divorerò quando ritorni."


E così il più piccolo dei Capri Rochi balzò dall'altra parte.


Il troll non dovette aspettare molto l'arrico del secondo Capro Roco. Clip-clop, cil-clop, cli-clop, facevano gli zoccoli sulle tavole di legno. Din-don, din-don, din-don, faceva la campanella intorno al collo.


"Oh che tu fai sul mio ponte?" strillò il troll spuntando all'improvviso da sotto il tavolato.


"Sono il Capro Roco", disse il secondo capro con la sua voce aspra. "Sto andando sulla montagna amangiare la deliziosa erba di primavera."


"Ah no che non ci vai!" tuonò il troll. "Perché io ti mangerò per colazione!"


"Oh no, la prego. Io sono sì più grosso del primo capretto, ma molto più piccolo del mio fratello maggiore, il Caprone Roco. Faccia una cosa, aspetti che arrivi lui, vedrà che boccone delizioso."


Il troll cominciava ad avere molta fame, ma non voleva sciuparsi l'appetito con un capro di taglia media se ce n'era uno più grosso in arrivo.


"Va bene, puoi traversare il mio ponte," borbottò. "Vai pure a ingrassare sulla montagna. Ti mangerò al tuo ritorno."



E così anche il secondo dei Capri Rochi attraversò il ponte.


Il troll non dovette aspettare molto l'arrivo del terzo Capro Roco. Tromp-tramp, tromp-tramp, tromp-tramp, risuonavano i suoi grossi zoccoli sulle tavole di legno. Bong-bang, bong-bang, bong-bang, sbatacchiava il campanaccio che aveva al collo.


"Oh che tu fai su questo ponte?" ruggì il troll.


"Sono il Caprone Roco" fece il terzo capro con un rauco vocione. "Sto andando sulle montagne a mangiare la tenera erbetta primaverile."


"Ah no che non ci vai!", srtillò il troll arrampicandosi sul ponte. "Perché ti mangerò per colazione!"


"Questo lo credi tu!" sbuffò il caprone. E, abbassando la testa, galoppò lungo il ponte e caricò l'orrendo mostro.


Il troll volò su, sempre più su e poi giù, sempre più giù, sempre più giù fino a piombare in mezzo al fiume impetuoso, dove scomparve fra i gorghi.


"Questa era la sua colazione"; pensò il più grosso dei Capri Rochi. "Ora pensiamo alla mia."


E attraversò trionfante il ponte per andare a raggiungere sui pascoli montani gli altri Capri Rochi.


Da allora, tutti quelli che passano quel ponte ringraziano col pensiero i tre Capri Rochi.

Maghi e capri


Prosegue la mia lettura de Dresden Files dato che ormai sono riuscita a procurarmi l'ultimo nato in casa Butcher: Small Favor.

Sono ancora all'inizio eh, ma quando qualcuno mi ha detto che questo potrebbe salire in vetta ai miei preferiti fra i romanzi sul mago di Chicago, confesso di aver pensato a una presenza consistente del mio personaggio preferito (l'adorabile Thomas) non a quello che succede nelle prime pagine del libro.

No, non potevo aspettarmi questo in effetti.

Perché Harry Dresden, il potente mago, si vede attaccato da... una delle fiabe che amavo di più durante la mia infanzia: i 3 capri rochi!!! (che magari qualcuno conosce con il nome di 3 caproni ciuffoni).

Ecco, se questa è la premessa... speriamo che il resto sia all'altezza.



"Oh che tu fai su questo ponte?" ruggì il troll.
"Vado a brucare l'erbetta tenera al pascolo", rispose il capretto roco.
"Ah no che non ci vai!" ruggì il troll.

martedì 26 agosto 2008

Furry happy monsters


Ci sono dei musicisti cui voglio bene. Può sembrare ridicolo ma in alcuni casi oltre all'apprezzamento artistico sul mio giudizio pesa molto l'affetto. No, non sto parlando di Sara o di Lupo che prima di essere dei bravi musicisti sono amici, in quel caso sarebbe perfettamente logico. Parlo di musicisti famosi, magari che calcano le scene da diversi anni, e che si sono guadagnati, vai a sapere perché, anche le mie simpatie e il mio affetto.

Fra questi un esempio perfetto sono i Rem.

Intendiamoci, molte canzoni dei Rem mi piacciono moltissimo, altre magari un po' meno, condivido molte delle idee che questi signori esprimono, ma più di tutto Stipe e compagnia mi sono simpatici. Per qualche irrazionale motivo provo affetto per loro.

Ora, dei miei problemi psichiatrici dovrebbe fregarvene poco, ma se ne ve ho parlato è per introdurre questo video, scovato ieri pomeriggio.

Chi conosce i miei trascorsi, o segue questo blog da un po' non avrà alcuna difficoltà a immaginare perché questo video ha fatto aumentare ancora di più la mia stima quasi incondizionata per i Rem.

Buon ascolto

lunedì 25 agosto 2008

La vendetta dei sorofi


Ok, non so cosa vuol dire davvero la parola sorofio, ma vi giuro che è presente sul dizionario italiano.

Nel gergo comune di casa mia la definizione di sorofio è dicesi di suora particolamente brutta e dai tratti mascolini. Questo per via della particolare perversione di amici e parenti nel giocare al gioco del vocabolario.

Per chi non lo conoscesse il gioco del vocabolario è semplice e divertente e non servono altro che un dizionario della lingua italiana, fogli e penne.

Il gioco funziona così: un giocatore pesca dal vocabolario un termine particolarmente strambo, desueto, curioso... (insomma l'importante è che esista e che la definizione esatta sia sconosciuta agli altri giocatori) e ne trascrive la prima definizione sul suo foglietto. Ciascun giocatore butta giù una propria definizione della parola e poi consegna il foglietto su cui l'ha scritta a quello che detiene il potere del vocabolario.

Quando ognuno ha scritto la propria definizione chi ha il vocabolario mescola i vari fogli e legge le definizioni in ordine sparso.

Ogni giocatore è quindi chiamato a indovinare quale sia la definizione esatta.

Chi indovina la definizione esatta guadagna 2 punti e l'autore della definizione non esatta più credibile (quindi la più votata) ne guadagna 5.

Il vocabolario passa a un secondo giocatore e il gioco ricomincia per un numero prestabilito di turni.

Ora, è chiaro che lo scopo del gioco è quello di scrivere la definizione più credibile in modo da ingannare i propri avversari e veder crescere il proprio punteggio. Ma, sinceramente, chi resiste alla tentazione di scrivere cazzate?

Accade così che presto si scatena una guerra alla definizione più surreale e alla fine del gioco nessuno ricorda mai la definizione esatta delle parole misteriose, mentre le definizioni idiote rimangono impresse a fuoco nella memoria. Come nel caso del sorofio, appunto, definizione, per inciso, partorita da mio padre.

Prima o poi vi delizierò con una raccolta delle definizioni più celebri.

Intanto perché la vedetta dei sorofi? Ma perché, ormai la notizia è nota, è stato organizzato il concorso di miss suora 2008. E se tanto mi dà tanto: se la miss Italia poi impazza su tutti gli schermi TV, il concorso di miss suora prevede la nascita di una nuova suor Paola o la santa sorella che verrà incoronata avrà il suo spazio nelle trasmissioni religiose del sabato pomeriggio facendo da valletta a don Cantalamessa?

domenica 24 agosto 2008

Come hai potuto farlo?




Proprio con te parlo, e non far finta di niente, anche se in questo momento sei sul palco della cerimonia finale delle Olimpiadi e io sono qui a fare la spola fra la postazione pc e il telefono che squilla ininterrottamente per tutte le persone che mi chiamano per segnalarmi che sei in TV.


Capisco che i soldi non fanno schifo a nessuno, ma da te proprio non me l'aspettavo zio Jimmy.


Non ti sto guardando, non ti guarderò e mi pesa.


Ok, hai dimostrato a tutto il mondo che suoni ancora la chitarra come un dio, e anche quanto i soldi contano.


Grazie zio Jimmy.


PS: io l'ho sempre detto che quello davvero figo del gruppo era lo zio Robert!

sabato 23 agosto 2008

Cattiva memoria, foto e ancora avatar


Ok, ieri sera mi era venuta in mente una cosa carina di cui parlare, ma poi mi sono distratta con Heroes e non ne ho parlato più. Ora me ne sono ovviamente scordata! :(


Quindi oggi vi beccate un argomento di ripiego, o meglio una bieca pubblicità.


Da un po' di giorni sono su deviantart mi trovate qui e, sorpresa delle sorprese, più che i miei soliti disegni (ok, c'è anche qualcosetta di nuovo che forse non avete mai visto) se mi onorate delle vostre visite scoprirete la mia passione per le foto (come quella di intestazioni al blog) e i miei primi tentativi di modifiche di foto (un assaggio lo vedete qui sopra).


A proposito di deviant, ora mi devo sobbarcare l'onere di scegliermi un avatar adeguato dato che Stitch comincia un po' a stufarmi.


Vi propongo qui le immagini che sto valutando dato che un consiglio è sempre bene accetto:


1) L'Arcadia


2) una nave vichinga (questa l'ho usata su anobii per un po')




3) Merlino


4) zia Emma Frost che fa sempre la sua figura



5) un orso d'abruzzo tanto per ricordare le proprie origini





Attendo i vostri pareri prima di scegliere.

venerdì 22 agosto 2008

Heroes


Oggi pomeriggio ho finito di vedere la seconda serie di Heroes.

Ora, non fatevi ingannare dal tempo che ci ho messo: sono solo 12 (o 13? non me lo ricordo) puntate, dato che lo sciopero degli sceneggiatori ha troncato più o meno a metà quello che doveva essere il progetto iniziale.

Io e mia sorella ce lo siamo volute centellinare, ecco spiegata la tempistica della faccenda.

Ciò assodato, bisogna ammettere che la seconda serie di Heroes (o il secondo volume che dir si voglia) non è all'altezza della prima.

Bisogna essere sinceri: manca dell'organicità e della corposità del primo volume. La trama segue un ritmo altalenante fra brusche accelerate e puntate piuttosto piattine. Heroes volume 2 parte male, ciò non vuol dire che male prosegua.

Ammetto che l'inizio sembrava piuttosto deludente, specie per chi si era abituato al ritmo frenetico e vivace delle ultime puntate della prima serie. Poi migliora con qua e là alcune trovate geniali ed esaltanti.

Ovviamente la storia ruota intorno ai personaggi della prima serie, che troviamo nelle prime puntate della seconda, alle prese con le loro vite alcuni mesi dopo il fatidico giorno delle elezioni (ossia la conclusione della serie precedente). Alle vecchie conoscenze si aggiungono le nuove (ne vedete la gran parte nella foto sopra) e altra carne viene messa al fuoco ma, con un paio di brillanti eccezioni che sono davvero spettacolari, molti dei personaggi nuovi hanno poco da dire e quel poco lo dicono pure male tanto da essere delle vere e proprie palle al piede. Alcune figure del precedente capitolo della saga vengono meglio approfondite e curate e si cominciano a capire molte cose in più su chi tirava i fili delle vicende passate, si alza un po' il velo sulla precedente generazione e si comincia a capire (ma non troppo) la funzione della Compagnia, o, quanto meno, si scopre qualcosina in più sulla sua storia.

L'impressione è che con i tempi giusti, con il giusto lavoro di scrematura e di limatura e con qualche altra puntata a disposizione, il lavoro sarebbe uscito decisamente meglio; forse non all'altezza della serie precedente, ma comunque meglio. Tuttavia non bisogna lasciarsi ingannare dalla mia severità. Che gli Heroes addicted si rassicurino: la seconda serie di Heroes è bella e vale la pena di guardarla.

L'importanza di essere nerd

Dopo questo post, continua la mia riflessione sull'essere nerd.
So per certo che alcuni di voi frequentano quei negozi imprecisati, quelli dedicati al gioco, al modellismo e in piccola parte spesso anche ai fumetti.
Qui dalle mie parti ce ne sono 3 che frequento più o meno assiduamente, uno dei quali è gestito da un mio ex compagno di scuola.
A furia di frequentare questi luoghi ho notato delle cratteristiche comuni fra coloro che li gestiscono:
  1. Appassionati. Il che è abbastanza logico dato che se uno volesse aprire un'attività per fare soldi e non per passione aprirebbe un negozio 'normale', uno di quei negozi cioè che si collocano in quel vastro spettro che va dalla salumeria alla gioielleria.
  2. sono logorroici. Perdete ogni speranza di dare un'occhiata veloce, o voi che entrate! Il commesso/gestore del negozio non vi lascerà andare tanto facilmente: non prima che abbia ottenuto da voi informazioni vitali (quale esercito giocate, che tipi di modellini fate, quali colori usate, che fumetti leggete, se avete provato o meno questo nuovo gioco, quanto sono grandi i vostri diorama...) , non prima che vi abbia mostrato ogni singolo modellino della nuova serie della casa produttrice che utilizzate, spiegandovi l'intero manuale di gioco, e non prima che vi abbia estorto la promessa di tornare (anche se non comprate nulla eh, ml'impoirtante è che ci si torni)
  3. non ascoltano ciò che dite se non rientra nelle risposte che il loro cervello aveva già prefigurato: rispose come "io faccio solo modellismo, non sono brava a giocare di strategia", "le miniature di confrontation non mi piacciono, sono poco solide", "i giochi con le carte non li capisco", "no, non mi va di provare questo nuovo gioco" vengono automaticamente annullate da un qualche sistema di difesa posto appena dopo l'orecchio e non raggiungono mai il cervello dell'interlocutore. (Il mio amico Adriano, per esempio, è ancora convinto che io compri i modellini di Anima per seguire il relativo gioco di carte).
  4. al vostro minimo dubbio o perplessità vi offrono una perfetta gamma di consigli utilissimi e, se non sono specializzati nella cosa che vi interessa, vi dicono come e quando potete tronare in negozio e trovare chi ne sa più di voi.
  5. si ricordano tutti i vostri gusti, le preferenze, i diorama che state facendo. Che siate anche il milionesimo cliente e che passiate da quelle parti anche solo una volta l'anno loro vi chiederanno "ah, allora come procede il diorama degli orchi?" anche se voi ne avevate parlato due anni prima e vi siete anche scordati che l'avete fatto.
  6. hanno una pazienza biblica con i ragazzini, i quali spesso li vedono come dei fratelli maggiori e non disdegnano di impegnarsi in partite di vari giochi con loro.
  7. che lavorino nel negozietto infrattato nei vicoli di Chieti o nel grande spaccio della Games Workshop in una delle vie più frequentate di Dublino, hanno sempre le stesse caratteristiche comuni: cambia il negozio, cambia la divisa e la lingua parlata, ma per il resto è tutto uguale.

mercoledì 20 agosto 2008

Fiabe della nonna


Quando ero piccola passavo gran parte dei pomeriggi d'estate insieme ai miei cugini, seduta ai piedi della nonna che ricamava e intanto ci raccontava delle fiabe.

Sorvolando sul suo particolare talento nel descrivere le cose da mangiare, c'è da dire il fatto che nonna Sinella (no, Sinella non era il suo vero nome, all'anagrafe si chiamava Annunziata. Come da Annunziata si sia arrivati a Sinella è un mistero ancora a lungo dibattuto nelle più importanti università europee) non si accontentava di raccontare storie normali tipo Cenerentola, la Bella Addormentata, e Cappuccetto Rosso.

No, le storie di nonna Sinella avevano quasi tutte una di queste due costanti: o c'era di mezzo il diavolo, o c'erano di mezzo i gatti o c'era di mezzo la cacca.

Ne riporto qui vari esempi:

Il Gatto Mammone: una specie di gatto supermafioso a capo di una mafia micesca che si è istallata in una casa premia la protagonista (buona e maltrattata da matrigna e sorellastra) con abiti e gioielli e punisce la sorellastra cattiva facendole crescere le orecchie d'asino.

La comare gattuccia: una gatta un po' zoccola si mette alla finestra con un nastro in testa per concedersi al miglior offerente (ovvero all'animale che canta meglio). Alla fine sposa il topo che finirà per mangiare in brodo dato che lo stupido roditore le cade in pentola.

Calandrino: un tipo un po' squilibrato cerca di vendere un pezzo di stoffa ad una statua, e quel che è peggio ci riesce. La mandre per non farlo arrestare con l'accusa di atti di vandalismo comincia a buttare frutta secca dalla finestra e lui viene giudicato non in grado di intendere e di volere (se vi sono sfuggiti i nessi logici è perché non ci sono, o, se ci sono nessuno, li ricorda).

fiaba dal nome misterioso: ok, non mi ricordo il titolo, ma la sostanza è che il diavolo va a tentare vari disgraziati male in arnese che proprio non avevano bisogno che le loro vite peggiorassero.

Mezzomezzitto: (comunemente il seguito della fiaba di cui sopra, dato che nessuno, nemmeno la nonna, ricordava come la storia di sopra andava a finire; in alternativa questa fiaba era anche il seguito di Barbablù). Una delle persone tentate dal diavolo nella storia precedente finiva per sposarlo e dare alla luce un bambino mezzo bianco, mezzo nero (un 2facce delle fiabe insomma).


Fra le varie fiabe spiccavano quella orientaleggiante amata da tutte le bambine della Piccola Surya e quella, in genere preferita dia maschietti, di Merdamiele di cui purtroppo sono stati tramandati solo i titoli.

Se percaso qualcun'altro avesse avuto una nonna bizzarra e conoscesse il testo di queste due fiabe, sarebbe davvero gentile a farmelo sapere.

martedì 19 agosto 2008

Come le scimmie nella foresta


Di tutti gli animali le scimmie sono forse quelli che amo di meno.

Per chi conoscesse le storie drammatiche della mia travagliata infanzia e se lo stesse chiedendo: no, quella fottutissima bertuccia che mi ha tirato i capelli quando ero piccola non c'entra nulla, anche se quando la incontrerò di nuovo, forte del mio peso e della mia statura voglio proprio vedere se si permetterà di fare ancora la spiritosa.

Semplicemente le scimmie sono brutte, antipatiche, dispettose, invadenti e troppo simili all'uomo (se qualcuno avesse avuto la ventura di conoscere Concettina, la bidella del mio liceo potrebbe obiettare che a volte è l'uomo ad essere troppo simile alle scimmie, ma è questione di punti di vista).

Premesso questo, nel post che segue si parlerà solo marginalmente di scimmie.

La scorsa domenica sono andata con la mia famiglia a fare una piccola camminata in montagna insieme a degli amici indiani che hanno la ventura di trovarsi a Chieti per qualche mese. Non conoscendo la zona ci avevano chiesto consiglio e abbiam finito per andarcene a spasso tutti insieme.

Non starò qui a tediarvi su quanto sia stata divertente la giornata, ma mi focalizzerò su un particolare.

Camminavamo già da un po' quando ci siamo resi conto che i nostri ospiti continuavano a guardarsi intorno e ad osservare gli alberi con aria un po' perplessa. Prima abbiamo pensato che stessero notando la vegetazione diversa da quella della loro madrepatria, almeno finché non ci hanno spiegato il problema: non riuscivano a capacitarsi del fatto che non ci fossero scimmie.

Da quel che abbiamo capito in India le scimmie sono ovunque ed è impossibile muovere un passo fuori città senza vederne in gran quantità e tanto questa affermazione ha stupito noi italiani, altrettanto la scoperta che qui in Italia le scimmie non ci sono ha sorpreso gli indiani che sono abituati ad avere le aquile che scendono a rubare il pranzo agli studenti nei cortili delle scuole o alle tigri che bazzicano a 10 km da casa loro.

Lo so, è una riflessione stupida e scontata, ma non è fantastico pensare che animali per noi assolutamente normali come scoiattoli, lepri, ricci, istrici e cervidi vari siano per qualcuno bestie esotiche e bizzarre perché questo qualcuno è abituato a tigri e scimmie?

lunedì 18 agosto 2008

Grazie per l'incoraggiamento


Oggi sono stata dal mio medico per farmi prescrivere dei controlli.

Per chi non lo sapesse il mio medico, che è una lei, è la regina del pessimismo: fa parte di quell'antica scuola di guaritori che, di fronte a una qualsiasi patologia (raffreddore non escluso) reagiscono sì prescrivendo delle terapie (nel suo caso antibiotico e aerosol. Sempre. Per qualsiasi male dalla peste bubbonica a un'unghia icarnita), ma accompagnando la ricetta con parole adorabili come "si vabbè, io questo glielo prescrivo, ma tenga presente che tanto sta malattia non le passerà mai, le procurerà comunque dolori indicibili e la ridurrà ad agonizzare sul proprio letto entro i prossimi tre mesi."

Ok, non dice proprio così, ma il concetto è quello.

Oggi ho avuto la spiacevole idea di chiederle come devo comportarmi per la mia questione sanitaria in previsione del sempre più vicino trasloco.

La spiegazione si è composta di trenta secondi di risposta diretta alla mia domanda e circa dodici minuti di predicozzo più o meno su questo tono: "ma che ci vai a fare a Dublino? Guarda che l'eccitazione per il fatto di vivere in un posto nuovo passa subito e poi ti troverai nella situazione di voler tornare e non poterlo fare perché stando lì perderai tutte le grandissime occasioni che ti si offrono qui, e poi quando alla fine riuscirai a tornare - se ci riuscirai - non varrai niente perché tutto il lavoro che hai fatto lì qui non verrà valutato nulla e ti troverai qui senza niente. E poi lì che farai quando sarai in difficoltà e non ci sarà nessuno ad aiutarti? E poi scusa tu sei nata e cresciuta qui, hai qui le tue radici, lì sarai sempre e comunque una straniera. Invece dovresti cercarti un bel lavoro qua e starnete tranquilla. E, fra l'altro, sono sicura che adesso che parti, lo stato di salute di tua madre, che ha già tua sorella in giro per il mondo, peggiorerà del tutto"


Ora, qui in terra d'Abruzzo vige ancora la regola che il medico è normalmente anche amico di famiglia, per cui non puoi dirgli sinceramente ciò che pensi senza creare una crisi internazionale. E io non ho né il tempo né la voglia di affrontare un dramma famigliare adesso. Quindi sono costretta a scrivere qui ciò che avrei voluto dire questa mattina:



  1. Tutte le grandissime occasioni lavorative che dovrei perdermi qui stando a Dublino non si sono mai presentate il 28 anni, devono aspettare proprio che io parta per fasi vive?


  2. Complimenti per lo spirito europeo e moderno che in teoria dovresti avere.


  3. Non sono dell'opinione che uno che nasce in un posto debba per forza trascorrere la sua vita altrove. Ma, francamente, non sta scritto da nessuna parte che se nasco in un posto in quello stesso posto devo morire. Se tutti l'avessero pensata così probabilmente staremmo ancora a prenderci a clavate e a cercare di accendere il fuoco strofinando due selci.


  4. Ma come ti permetti di ricattarmi usando le condizioni di salute di mia madre, considerando che sei anche il suo medico? Ti dicono nulla le parole riservatezza e segreto professionale?


  5. Ti avevo chiesto un'opinione? No. Un paio di etti di cazzi tuoi una volta ogni tanto non è che ti condannano a morte eh


  6. Ma vedi un po' d'annartene a fanculo!

domenica 17 agosto 2008

Trivial


Ieri sera io, Alessandra, Ida e Luca ci siamo dati a quello che una volta era il tradizionale trivial del sabato sera.

Non amo particolarmente il trivial: ha la sgradevole caratteristica di farmi sentire un'ignorante totale, ci sono tuttavia due eccezioni: 1) il trivial anni '90 che concentra gli argomenti delle domande in un periodo in cui ero adolescente, cosa che mi permette di stupire con i miei ricordi e fare bella figura, 2) il trivial giocato a notte tarda, meglio se dopo una giornata pesante, quando si è troppo rincoglioniti per dare risposte sensate e si perdono tutti i freni inibitori. Quando le due caratteristiche si sommano è ancora meglio.

Ieri sono state partorite diverse perle dall'una e dall'altra squadra la più bella delle quali si può tradurre nella risposta alla domanda:


quale mezzo di trasporto, una volta in legno, ma poi in alluminio è tornato di moda alla fine degli anni '90?


Risposte partorite dalle nostre mente malate:



  • il carro


  • la bicicletta


  • la carriola


  • la sedia a rotelle


  • il monopattino


  • il tandem


  • la biga


eppure fra tutte ste cazzate si nasconde la risposta esatta :)

ALLEGRIAAAAAAAAAAAA!!!

sabato 16 agosto 2008

Nuovo Look


Chi ha detto che non sono abbastanza femminile per una riflessione sul look?

Ormai sta diventando tradizione che nei miei viaggi mi procuri abbigliamento o accessori legati ai Led Zeppelin.

Il primo acquisto è stato la borsa che molti di voi mi hanno visto portare in giro. Trovata alla virgin dieci minuti dopo che casualmente (lo giuro) si era rotta la borsa che mi portavo appresso, quella borsa è diventata ormai l'inseparabile compagna delle mie avventure, anche perché nello stand in cui era esposta era l'unica cosa che una femminuccia potesse usare fra un mare di felpe e t-shirt da uomo formato maxi.

Il secondo è la bellissima canotta del Led Zeppelin che Ida mi ha scovato in un negozietto meraviglioso di Talbot Street.

Ovviamente, dato che sono una persona senza ritegno, mi capita anche di indossarle contemporaneamente... mi mancano giusto delle scarpe da tennis con i quattro simboli, un cappello con la copertina di qualche album e un paio di jeans con la scritta Led Zeppelin stampata sul culo e ho fatto tombola!

venerdì 15 agosto 2008

Pubblicità ferragostale


Buon giorno miei cari, è ferragosto.

Notato?

Bene, prima di andare a rimpinzarmi a casa della zia Giovanna, famosa per i suoi pranzi pantagruelici, vi lascio con una piccola segnalazione.


È possibile acquistare su Lulu il libro Trittico Oscuro che raccoglie tre racconti.


Perché vi dico ciò?


Per due semplici motivi:


1) perché l'autore è l'amico Carmelo Massimo Tidona di cui avevo già parlato in passato,, segnalandovi un suo delizioso racconto breve.


2) perché la copertina (che qui vedete con i colori invertiti) l'ho disegnata io!! (anche se il progetto grafico era dell'autore)


ciò detto


BuOn FeRrAgOsTo A tUtTi !!!!!

giovedì 14 agosto 2008

Gemellagio Regionale


Giornata intensa ieri: mattinata spesa all'aeroporto in compagnia di Ida per comprare i biglietti per Dublino (attenzione dico biglietti non nel senso di andata e ritorno ma nel senso che a Londa devo cambiare volo).


Si parte il 5 settembre, siete pregati di non farvi beccare dalla sottoscritta a fare il conto alla rovescia.

Grazie.


A ora di pranzo siamo state raggiunte da Tenshi e Samuele che dalle Marche hanno deciso di scendere nella pastorale terra d'Abruzzo per farci l'onore della loro compagnia. Del resto un paio di anni fa, in questo medesimo giorno siamo stati noi a raggiungere le Marche in una piovosa gita ad Ascoli Piceno.


Ovviamente Samuele ha deciso immediatamente che io dovevo essere ignorata perché in partenza e sono diventata quasi subito il loro amico immaginario (anche se per essere immaginaria ho mangiato parecchio).


Ci siamo scambiate la solita valanga di regalini e aggiornati sugli avvenimenti degli utlimi mesi. Che bello è stato rivederli!! La mia Tenshi ora ha persino dei capelli di un colore normale, pensa te quanto cambiano le cose. :)


Più tardi ci hanno raggiunti anche Luca e Raffaellina e dato il caldo, dato il fatto che questa è la zona con il più alto tasso di centri commerciali probabiolmente in tutto il mondo, abbiamo compiuto un pellegrinaggio da un centro commerciale all'altro.


Gli dei benedicano l'aria condizionata e chi l'ha inventata!


Una delle tappe più interessanti è stata a Decathlon dove ci siamo deliziati di qualche accessiorio sportivo abbastanza economico, io mi sono ritrovata in mezzo ai guantoni da baseball e sono riuscita per l'ennesima volta a non comprane uno, nonostante ne abbia trovato uno meraviglioso che mi calzava - è il caso di dirlo- proprio come un guanto. Ida, Tenshi e Raffa hanno presto ripiegato suol reparto ginnastica ritmica dove abbiamo scoperto che Ida è ancora in grado di fare qualche trucchetto con la palla e io ho raccontato di avere avuto un passato d abimba normale che faceva ginnastica ritmica e. Io, Luca e Samuele ci siamo invece addentrati nel reparto rugby dove ho scoperto che Sam condivide le mie stesse idee sullo sport (e secondo me se insisto un po' anche Luca finirà per dirsi d'accordo) Sam ha fatto un po' di spesa e mi ha messo una pulce nell'orecchio riguardo la mia attività sportiva in quel di Dublino...


Lo sapevate che a Dublino ci sono ben due squadre di rugby femminile che hanno anche la sezione principianti che gioca nei campionati più infimi e che sono sempre in cerca di carne da macello da reclutare??


Eh!


Dopo una veloce cena al Mc il ritorno al parcheggio sotterraneo dove abbiamo improvvisato qualche passaggio con la palla ovale (un po' sgonfia) appena comprata da Sam con somma gioia dei (pochi) automobilisti che transitavano da quelle parti.

Poi ovviamente i saluti e il rientro a casa.

Lo dobbiamo rifare!!


Intanto...


Grazie tante a tutti per la splendida giornata!!!!

mercoledì 13 agosto 2008

Lettera o testamento


Mai notato?

Gli apici della comicità cinematografica italiana si raggiungono nello stesso ambito: le lettere!

Ecco qua due esempi: uno tratto dall'immortale Non ci resta che piangere e l'altro da Toto, Peppino e la malafemmina.

martedì 12 agosto 2008

Che supereroe sei?


Bazzicando per la rete ho trovato questo test.

In pratica lo scopo è quello di calcolare la propria somiglianza ai supereroi della Marvel in base alle risposte date.

Potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di provare?

Ovviamente no. Eccovi il mio risultato:


70% di punti in comune con la Donna Invisibile dei Fantastici 4 (nel restante 30% dei dettagli come le misure e l'aspetto in generale)


A gifted scientist, Sue Storm is the "Invisible Girl." With her ability to turn invisible and project force fields, Sue is a valuable member of the Fantastic Four. She feels like she is always mediating between the others, settling Reed and Ben's disputes and making her younger brother Jonny behave. She is often frustrated with Reed's distant attitude and inability to express his true feelings.


In altre parole una sociopatica che è buona a fare da pacere, ma si incasina se è per se stessa che deve esternare... oddio... ammetto che qualcosa di mio c'è.


seguono:



60%





di punti in comune con Hulk (e qui non ho nulla da dire: non mi incazzo mai, ma quando lo faccio io Hulk me lo mangio con tutta la pelle verde e i vestiti stracciati)



50%






con Daredevil (questo, lo ammetto mi inorgoglisce un po') e con Ciclope.


Ora, ma scherziamo??? 50% in comune con Ciclope???!! Io???!!!


Vorrei cogliere l'occasione per smenitre: io non ho NULLA in comune con quel damerino lagnoso, problematico, isterico, perfettino, con un dannato bisogno di un buon psicoterapista, che ha i capelli perennemente in ordine e come arma un raggetto ottico sfigato e piglierebbe un fracco di mazzate persino in uno scontro diretto con Topo Gigio e che (per dirla come una persona che stimo e ammiro - e non stiRo e ammio) quando morirà sarà sempre troppo tardi (e poi tanto lo resuscitano).



Chiarito questo passiamo oltre (che già mi immagino le risate della Mirtillozza)



45%






in comune con il Punitore (vabbè, io tendo anche a dimenticarmi che esiste questo personaggio), La Cosa (ci può stare: quando ero piccola era il mio eroe), la Torcia Umana (che mi è sempre stato sulle balle, ma neanche lontanamente quanto Ciclope)


40%







in comune con Spiderman (ma io non sparo ragnatele, lo dico soprattutto per rassicurare i miei futuri coinquilini), Elektra e Wolverine (e pure qua non chiedetemi perché, però mi sta bene)


30%


in comune con Tempesta (qualcuno gli ha detto che sono leggermente metereopatica?) e Blade (che francamente proprio non mi ricordo chi diavolo sia)

Questo è quanto, gente, ma se fate il test, fatemi sapere i risultati.

lunedì 11 agosto 2008

Tenero come un coniglio?


A voi, popolo della rete. Perché scegliamo un avatar che ci rappresenti?



Ok, lo so perché scegliamo un avatar, ma perché quel determinato avatar invece di un altro?



C'è chi cambia spesso, chi tiene lo stesso per ogni suo account, e chi fa la via di mezzo: cambia idea continuamente ma alla lunga ritorna alla stessa immagine.



Dopo aver variato qua e là utilizzando in mia rappresentanza la faccia del mio cane, un ritratto di Emma Frost, una mia foto con un cappello idiota, Capitan Harlock, una mia foto più o meno normale, la copertina di un disco dei Led Zeppelin (per via del nick fed-zeppelin), una nave vichinga, un pezzo di un mio disegno (il tutto non in quest'ordine) alla fine sono tornata, con sommo gaudio dell'amico Robertone, a questo: il mio primo avatar: quello che più o meno tutti conoscete: Stitch, detto anche il koala transgenico.



Magari per chi non avesse visto il film potrebbe essere una scelta bizzarra, ma intendiamoci, nemmeno io ho visto il film. Stitch mi piace graficamente e ha una particolarità che me lo rende insostituibile: appena lo vedo mi vien da ridere. Ma sulla rete ho avuto modo di bazzicare avatar ben più strani (per non parlare dei nick name). Vi offro qui un paio di esempi.




Il Coniglio inquietante: avatar che il mio cuginetto Alessandro usa su msn e che continua a terrorizzarmi ogni volta che lo vedo. Beh, le prime volte mi chiedevo semplicemente se il coniglio in questione avesse bevuto troppo caffè (Valberici, è questa la tua espressione?) poi ho deciso che era semplicemente un coniglio psicopatico. E pensare che normalmente il coniglio è simbolo di tenerezza... un animaleto innocuo si direbbe. Non so voi, ma io sono quasi certa che la simpatica bestiona dell'immagine di sopra regge fra le zampette una mannaia insanguinata.



Culo: un nick name una garanzia, perché sì, Culo è proprio il nome con cui si presenta su aNobii il simpatico personaggio che ha scelto questo avatar. Le sue motivazioni credo che resteranno ignote a noi comuni mortali.


Ora, mentre me ne torno alle lezioni di veneto impartitemi da Paoletta vi chiedo: ma ste cose assurde le becco solo io perché sono fortunata? E soprattutto, voi perché avete scelto proprio quell'avatar?

domenica 10 agosto 2008

Dublino giorno 4 e film di ieri


Cronaca dell'ultima giornata a Dublino in cui le nostre eroine cazzeggiano per tutto il giorno e alla fine trovano casa.

La mattina ci ha sorprese con una certa dose di umidità e foschia che minacciava una pioggia come quella della notte precedente. Dato che ormai eravamo stanche morte abbiamo deciso prudentemente di non allontanarci troppo dall'albergo e ne abbiamo approfittato per darci allo shopping per gli ultimi regalini da riportare a casa. Cosa non difficile dato che l'albergo era all'angolo con Talbot Street. Sorprese dalla pioggia di nuovo ci siamo rifugiate in un centro commerciale prima e in uno satbucks poi, incrociando due artisti di strada che ci hanno deliziate con delle cover del beatles da paura.

Dato che l'appuntamento con Chiara era per le 17 al Trinity ce ne siamo tornate in albergo a depositare le buste e poi siamo tornate a Dublino 2, dove ci siamo concesse un giretto al museo del Trinity.

Quando incontriamo Chiara e la sua pupolotta Francesca il cielo è ormai serenissimo e decidiamo di andare a piedi fino alla casa da visitare. Casa che attualmente è la mia casa anche se non ci abito ancora :)

La serata è finita in albergo davanti alla TV.

E con questo si conclude la cronaca della 4 giorni dublinese mia e di Ida.
Intanto vi aggiorno sul film visto ieri con Raffaella e Andrea. L'Invidia del mio migliore amico, 2004, regia Barry Levison con una coppia Ben Stiller e Jack Black più in incantevole Christopher Walken.
Nick (Black) e Tim (Stiller) sono amici da sempre, lavorano nella stessa azienda, abitano l'uno di fronte all'altro, i loro figli frequentano le stesse scuole... ma hanno caratteri profondamente diversi: tanto è sognatore e con la testa fra le nuvole il primo, quanto è responsabile, concreto e con i piedi ben piantati per terra il secondo. Ma quando Nick partorisce l'idea geniale del Vapoorize: uno spray che 'vaporizza' gli escrementi canini e si arricchisce producendolo, a Tim non resta che tanta tanta tanta invidia. Sarà l'icontro con il barbone J-Man ( Walken) sarà il via per una serie di eventi allucinanti.

sabato 9 agosto 2008

Dublino giorno 3


Dove le nostre eroine visitano la penultima casa e scoprono le nuove frontiere della convivenza.


Questo post è stato scritto a 4 mani proprio a Dublino da Ida e dalla sottoscritta.


Zona stupenda: circondata dai parchi, villette a due piani con i giardinetti, silenzio, fiori alle finestre, ben collegata al centro con quasi ogni autobus e la dart a due passi… arriviamo all’indirizzo e ci accolgono due bidoni della mondezza traboccanti bottiglie vuote di alcolici variegati, multietnici e multietilici.


Il brasiliano che ci apre ci mostra la living-room: buia, polverosa, e con i divani coperti dai teli. Ecco, ci hanno ammazzato qualcuno, pensiamo… e invece no, l’italiano sopraggiunto poco dopo si scusa del caos spiegandoci che nella stanza erano momentaneamente alloggiati un numero imprecisato di francesi.


Incoraggiato dalle comuni origini, l’italiano ci prende in affidamento e ci porta a fare il tour guidato del castello. In cucina incontriamo un francese mugugnante che per tutto il tempo in cui è stato con noi, non ha pronunciato una sola parola intelligibile, inquilino della casa (non uno di quelli in transito nel salotto). L’italiano ci mostra il giardino sul retro raccontandoci della festa brasiliana della sera prima, in cui il giardino aveva ospitato 45 persone e un BBQ, festa che ha personalmente concluso dormendo in giardino.


Al piano superiore c’è la stanza libera, piccola ma carina; seguono la stanza dei francesi (inquilini, non quelli in transito nel salotto) che essendo un maschietto e una femminuccia, ma non una coppia, hanno smembrato il letto matrimoniale poggiando a terra i due materassi singoli senza lenzuola, il che, non comporta nulla di che, se non fosse per il fatto che l’italiano cerca di spacciarci il tutto per ‘letti giapponesi’.


Ci fermiamo a chiacchierare lungo le scale dove lui ci spiega il loro concetto di vita amichevole: la spesa si fa via internet e si divide tutto a prescindere da quello che compri. Puoi tenere la musica alta anche tutta la notte, perché per loro non è un problema, ma se per te lo è basta che lo dici… e poi ci diletta con vari aneddoti della loro vita in comune. Dal francese (inquilino, non in transito nel salotto) che, ubriaco, si è addormentato sulla tazza del cesso e loro hanno ritrovato la mattina dopo ancora sul trono, al brasiliano che al rientro da una festa alle 5 del mattino è andato a svegliare l’altro italiano con un gavettone, all’altro francese (inquilino, non in transito nel salotto) che, giudicato immeritevole di stare in bagno al rientro da una festa brasiliana, si è visto sfondare la porta a vetri per protesta dagli altri inquilini leggermente alticci, al brasiliano di cui spora che, uscendo di notte dalla stanza ha calpestato un francese sconosciuto (in transito, non inquilino) che dormiva nel corridoio, e che, due settimane prima, alla festa brasiliana erano rimasti ospiti una dozzina di brasiliani inidentificati (in transito, non inquilini).


A questo punto dopo averci dilettato con i questi gioiosi aneddoti ci narra che inspiegabilmente (era sorpreso anche lui) di gas pagano pochissimo… (commento di Ida: “E ci credo, con tutto l’alcol che hanno in corpo, questi si autoriscaldano!”) e che hanno sky ma non capiamo bene a che gli serve visti i continui impegni mondani, e visto il fatto che probabilmente il televisore è stato svuotato per ospitare un brasiliano (o francese) di passaggio.


In ogni caso, ci dà un sacco di consigli utili (e non alcolici) e si è dimostrato veramente tanto disponibile. Ci saluta rassicurandoci che potremo chiamare il coinquilino italiano per dargli una risposta per la camera, anche a notte inoltrata, tanto, probabilmente saranno impegnati in una spaghettata (o in una festa brasiliana).

Ora, vediamo se siete stati attenti: quando è stata la festa brasiliana? Domenica sera? Due settimane prima? Una volta a settimana? Sempre?

venerdì 8 agosto 2008

Hellboy e Dublino 2


Ieri sera sono stata a vedere Hellboy II raggiungendo il mio personale record di due film al cinema nella stessa settmana.


Il film era gradevole, con un paio di scene assolutamente geniali che mi hanno fatta rotolare per terra dalle risate e un altro paio visivamente soroprendenti che mi hanno fatto constatare che sì. volendo si potrebbe anche girare una pellicola sulle avventure di Drizzt.


Ma meglio ancora... si potrebbe fare un bel film sulla Doom Patrol (e Del Toro starebbe benissimo alla regia). Certo bisognerebbe trovare qualcuno abbastanza pazzo da investirci su. Per la storia sarebbe perfetta Il Dipinto che Ingoiò Parigi che, guarda un po', è forse la mia preferita :)






Passando ad altro, ecco a voi le cronache della seconda giornata a Dublino. Essendo domenica non avevamo appuntamenti per vedere case, così io e Ida ci siamo date un po' al cazzeggio.



Il giorno prima avevamo studiato un po' la macchinetta dei biglietti della luas per indovinare la fermata più vicina al Phoenix Park e una versione dublinese di Samuele ci aveva volute per forza aiutare intrecciandoci un po' di più la testa. Domenica è stato invece un ubriaco (per chi fosse di Chieti, la versione locale di Ezio) a volerci aiutare.



Sembravamo proprio così disperate?



Alla fermata della luas ci imbattiamo in una scolaresca italiana di qualche vacanza studio, le cui professoresse avevano deciso di prendere tutti insieme la luas al contrario. Miracolosamente alla fine riusciamo a far cambiare loro idea e ce li troviamo sullo stesso treno.



Ovviamente scendono alla nostra stessa fermata e mentre consultiamo la cartina per decidere quale strada ci conviene prendere. Ovviamente le professoresse in gita ci si appioppano scoprendo che siamo italiane e ci chiedono informazioni sventolando la loro cartina... che è una di quelle cartine omaggio che danno in albergo, con tutte le attrazioni turistiche della città. Non c'è da meravigliarsi se sia vagamente approssimativa.



Alla fine ci prendiamo a cuore la classe e decidiamo di accompagnare studenti e professoresse al Museo d'Arte Moderna, dato che le Kilmainham Gaol sono proprio di fronte al museo.



Durante il tragitto una delle due prof. decide di approfittare di noi per porci una domanda che le sta molto a cuore: "Io non capisco com'è possibile: l'Irlanda è un paese cattolico eppure non si riesce a trovare nessuna ciesa cattolica per far ascoltare ai ragazzi una messa in inglese"



Io e Ida ci guardiamo perplesse e facciamo per replicare quando la tipa insiste di nuovo: "E poi voglio dire: ci sono due cattedrali no? come possono essere entrambe protestanti?"



Questa volta la perplessità sui nostri visi deve essere palese, perché la tizia ci guarda e aggiunge "San Patrizio non può essere cattolica: quando siamo entrati l'abbiamo trovata piena di bancarelle di souvenir"



Evidentemente la signora non ha mai visto San Pietro o qualsiasi altra chiesa sotricamente o architetticamente o turisticamente interessante. O forse ci siamo ingannati per anni e San Pietro è una chiesa protestante?



Arrivate al museo ci liberiamo della scolaresca e delle insegnanti e ce ne andiamo a Kilmainham Gaol. tappa che era mancata nel precedente viaggio di Ida. Nonostante non sia Vocestentorea Ben ad accompagnarci, riesco comunque a farlo vedere a Ida, peccato che in quel momento stia zitto, quindi Ida può solo fidarsi dei nostri racconti. La guida che ci accompagna questa volta è una ragazza, persino più comprensibile di Ben, ma per contro ha una vocetta fioca fioca e ascoltarla è un'impresa.



Dopo la visita alle prigioni (in cui abbiamo scoperto dei termosifoni accesi nonostante il caldo bestiale... SPQI) ce ne andiamo al Phoneix Park: il più grande parco d'Europa, senz apensare che, essendo una bella domenica di sole, probabilmente tutta Dublino si è data appuntamento lì.



Infatti così è.



All'arrivo soffriamo di un momento di dislocazione spaziotemporale: ci accoglie una distesa di erba alta e ingiallita che fa tanto campo di grano, un cielo azzuro perfetto, in lontananza dei ragazzi che giogano a cricket (ma da lontano potrebbe sembrare baseball) e vicino a noi una famiglia che, prima di dare il via al pic-nic ascolta un predicatore un tantino troppo entusiasta che sbraita i suoi alleluja al cielo. Per un istante ci siamo sentita nell'Alabama degli anni 50.



Il parco è molto, molto bello, ma decisamente troppo affollato. Così non ci tratteniamo moltissimo. Verso le 17 siamo già in marcia per la fermata della luas e trascorriamo il resto del pomeriggio in giro per negozietti a fare spese.



Concludiamo con una puntata vicino al laghetto di St. Stephen Green dove assistiamo alla meravigliosa scenetta di una coppia di cigni (probabilmente uno dei due è quello tignoso che a maggio non si faceva fotorafare) che cerca di insegnare ai piccoli come ci si lava.



giovedì 7 agosto 2008

Per chi fosse in zona...



Oggi assemblea pubblica a Chieti Scalo per parlare della situazione inquinamento in Abruzzo.


Un passo indietro per chi non è di queste parti e quindi ovviamente non conosce la situazione.


C'era una volta l'Abruzzo regione verde d'Europa, o almeno gli slogan dicevano così e probabilmente lo dicono ancora anche se si è scoperto che di verde c'è solo una mano di vernice e, aggiungerei, vernice di scarsa qualità che non riesce a coprire la merda che c'è sotto.


Le notizie iniziano ad uscire la scorsa estate quando a Bussi viene scoperta una discarica abusiva di rifiuti chimici proprio vicina alle falde acquifere che riforniscono la zona di Chieti e Pescara. La discarica viene sequestrata e tutto sembra finire lì anche perché l'azienda per la gestione dell'acqua e i politici vari rassicurano i cittadini mostrando i risultati delle loro analisi.


Ma il WWF ci vuole vedere chiaro e inizia un monitoraggio delle acque che riforniscono gli acquedotti della zona.


Risultato?


Superata ampiamente la soglia di inquinamento.


La notizia viene diffusa, i pozzi vengono chiusi fra mille polemiche e mille disagi ma almeno il problema dovrebbe essere risolto.


Vengono aperti altri pozzi che le analisi dicono essere sotto la soglia di inquinamento.


Ma ci si può fidare di quelle stesse persone che se ne sono fregate per anni?


Eh bella domanda.


Personalmente mi fido, mi fido talmente tanto che vado avanti ad acqua minerale da più di un anno.




Estate 2008, mentre il problema dell'acqua si ripropone. Potevamo farcelo bastare? Chiaramente no.


Zona Chieti Scalo: una discarica prima sequestrata per irregolarità, poi dissequestrata, una bella notte prende fuoco.


Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo (ma no che non ve lo state chiedendo) è incendio doloso. I fumi si spargono per tutta la zona lungo vari chilometri quadrati depositando il loro bel carico di schifezze sul suolo e la zona è ovviamente una zona agricola.




Ciò mette alla luce, fra le altre cose, il fatto che non esiste un piano di emergenza nel Comune di Chieti.




Il WWF si mobilita di nuovo convocando un'assemblea pubblica e cercando di coinvolgere cittadini e associazioni, se non per attivarsi, quanto meno per informarsi.
L'assessore all'ambiente replica che il WWF sta facendo terrorismo.




Per chi fosse in zona, l'assemblea è oggi alle 21.00 nella sala CariChieti in via Colonnetta 24 a Chieti Scalo.




Intanto, da comune cittadina cui il WWF sta pure un po' sulle balle, ringrazio le istituzioni, l'ACA, il sindaco, il consiglio comunale tutto per l'atteggiamento altamente collaborativo e improntato alla protezione della salute dei cittadini.


MA VERGOGNATEVI!!!!


mercoledì 6 agosto 2008

Batman - Il Cavaliere Oscuro


Alla fine sono riuscita ad andare e sconfiggere così la maledizione che da anni mi perseguita impedendomi di vedere al cinema le vicende del pipistrellone di Gotham (e ho potuto apprezzare del tutto la parodia offerta da Impo in questa pagina del suo blog... imperatore, per colpa tua mi hanno presa per pazza al cinema dato che dovevo trattenere le risate ogni volta che Batman parlava).


Dunque, il film mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi. Spiegavo ieri alla mia Mirtillaccia preferita che con Batman io ho sempre avuto qualche problema, in parte forse perché come genere di supereroi sono sempre stata più attratta dai più colorati e spesso più semplici personaggi della marvel (con qualche dovuta eccezione, è ovvio), in parte perché l'ho sempre trovato un po' difficile: con tutte le complicazioni psicologiche ecc ecc, in parte perché lo trovo inquietante, e in parte perché sono riuscita a far risalire il trauma infantile all'origine del mio terrore per Jack Nicholson proprio a uno dei vecchi film. Non che Batman in assoluto non mi piaccia: solo l'ho letto poco, e al di là di un paio di indiscussi capolavori come "The Killing Joke" e "Arkham Asylum" non posso dire di amare questo fumetto alla follia. In sintesi Batman è un personaggio che si prende troppo sul serio, per i miei gusti.


Ora, basta cavolate e proseguiamo con la recensione.

Per me che non avevo visto gli ultimi film di Batman (mi ero fermata più o meno a quelli di Tim Burton) Il Cavaliere Oscuro è stata una sorpresa positiva: via gli ammennicoli iperfumettistici, via le costruzioni barocche... il tutto in favore di una veste più realistica (per quanto possa esserlo quella di un fumetto) che ha segnato il passaggio fra un simil-cartone animato a un vero e proprio film di supereroi-azione. Sì, azione, perché le scene di combattimento ci sono, sono ben costruite e sono molte, ma decisamente non sono quelle la chiave del film che è giocato molto più su una serie di sottili giochini psicologici. Ok c'è un uomo mascherato che si aggira a fare il giustiziere con tanto di mantello, ok c'è il cattivo improbabile, ok c'è l'annosa questione maschera o non maschera, ma Il cavaliere Oscuro è un thriller prima di essere qualsiasi altra cosa. E, per quanto mi riguarda, un thriller molto riuscito.


Adorabili i gadget di Batman: dalla batmobile corazzata (oh, per me che non ho visto glia ltri film è abbastanza una novità) ai giochetti elettronici da spia.


Due paroline vanno spese sul cast: come diavolo è venuto in mente a qualcuno di scegliere Heath Ledger per fare il Joker? Non fraintendetemi: la scelta calza a pennello, Ledger è stato un Joker perfetto, ma dovendo pensare a qualcuno per interpretare il Joker senza aver visto questo film, non è Ledger la prima persona che mi viene in mente... probabilmente è per questo che non faccio l'addetta al casting di mestiere. In ogni caso è stato bello vedere il Joker finalmente eletto alla dignità di un personaggio come nelle più belle storie a fumetti.

Spettacolare Gary Oldman nei panni di Gordon: sembrava uscito dritto dritto dalle pagine di Anno Uno. E semplicemente meraviglioso Aaron Eckhart nel ruolo di Harvey Dent... si, va bene, lo ammetto, potrei essere vagamente influenzata dai miei ormoni, non lo nego, ma Eckhart è davvero eccezionale, si conferma qui quel bravo attore che avevo già incontrato in quel picxcolo capolavoro di ironia che è Thank you for smoking.


In sostanza il film mi è piaciuto: non è uno dei film della mia vita ma mi è piaciuto più di quanto potessi sperare.


Potrei concludere così?

Ovviamente no, del resto se io e la Mirtillina siamo amiche da tanti anni ci sarà un motivo no? E il motivo potrebbe essere che su certi film sono cacacazzi quanto lei lo è su certi libri.


Le cose che non mi hanno convinta:

Christian Bale: al di là del mio giudizio sulle sue qualità di attore (è bravo e non lo discuto), io non riesco a vederlo come Bruce Wayne. Semplicemente per me non funziona in quel ruolo: non ne ha il fisico, non ne ha la faccia, non è adatto.

Gotham City: ha l'architettura di una normale città americana, ok, va bene il voler rendere le cose più realistiche, ma Gotham non è una normale città americana, Gotham è Gotham ed è molto più buia, sporca, nebbiosa, e gotica di una normale città americana. Passino le scene in notturno, ma vedere Joker e la sua cricca aggirarsi nel sole nelle stradone della città mi ha dato l'idea di un Batman in trasferta.

I finali a catena: quanti finali ha sto film? 6? 7? a un certo punto ho perso il conto: ogni volta pareva che fosse alla conclusione e ogni volta ricominciava tutto da capo. Prima o poi diventa leggermente snervante.


Alla fin fine comunque questi aspetti sono un problema minore e non intaccano l'impatto del film che, lo ripeto, mi è piaciuto.


Per concludere giusto una domanda rivolta in particolar modo alle signorine: ma Rachel è del tutto idiota? Mi spiego meglio: da una parte hai uno psicopatico con palesi problemi di dissociazione mentale che passa le sue notti a picchiare i cattivi con indosso un abbigliamento quanto meno discutibile, e che ti trascura diventando invece incredibilmente presente quando lo molli e ti metti con un altro, ok ha il volto di Christian Bale, lo concedo, ma questo è quanto; dall'altra hai un uomo potenzialmente psicopatico con palesi problemi di dissociazione mentale, ma che con tutto ciò non ne ha acora dato i segni, ha l'aspetto di Aaron Eckhart e ragiona e agisce come il cavaliere senza macchia e senza paura delle favole, lotta per i suoi principi, ma nonostante questo riesce a trovare sempre il tempo per te e farti sentire improtante... e tu che fai? ti fai pure venire i dubbi???

martedì 5 agosto 2008

Io odio il TG2

Avrei dovuto continuare la mia cronaca delle giornate dublinesi, ma oggi scatta la pausa (almeno per stamattina) per protesta contro la società.
Ieri sera sono malauguratamente incappata (dopo anni di sano TG La7) in una puntata (si si puntata non edizione, tanto pare una telenovela) del TG2.
Ok, non l'ho vista tutta, ammetto di non aver resistito che una decina di minuti, il che, a ben guardare, è circa un terzo di telegiornale... ben più attenzione di quanta quella cosa meriti.
Con la mia somma fortuna non sono rimasa imbrigliata in uno di quei servizi tipici da TG2 come 'l'estate dei vip' o 'quale attricetta si è trombata quel calciatore? l'appassionante inchiesta del nostro coraggioso redattore'.
No, prima mi sono beccata la fine del servizio sul programma del nuovo governo in materia di tasse, servizio in cui, chi ha curato la cosa ci teneva a informare l'universo mondo del parare di ogni singolo politico presente (almeno ogni tanto) in parlamento e ogni sottosegretario di sto cavolo in uno sproloquio di svariati minuti in cui la maggiornanza in sintesi diceva "abbiamo fatto la scelta giusta" e l'opposizione "non siamo d'accordo".
Strettamente necessario direi. Soprattutto alla luce del fatto che, come al solito, queste chiacchiere di aria fritta hanno tolto spazio alla vera notizia: in che cosa contiste all'atto pratico la decisione del governo? Evidentemente chi ha curato il servizio era troppo occupato a scoprire che la maggioranza trova giuste le proprie scelte e l'opposizione, guarda un po', si oppone, per spiegare qualcosa di utile.
Ma andiamo avanti: secondo servizio: l'esercito di pattuglia nelle città.
Ora non entro nel merito di ciò che penso io della notiza, mi limito a fare mio un commento di un amico argentino di mia sorella che, in tutt'altro contesto in verità, raccontando dei vari posti che aveva visitato ebbe a dire che la libertà di un popolo si misura dalla presenza dell'esercito nelle strade.
Chi vuol intendere intenda. Personalmente sta storia mi inquieta non poco, m a torniamo al TG2.
Nel servizio spiegavano che si tratta di un esperimento di qualche mese, facevano sentire l'opinione del ministro della difesa, il tutto con un fondo di immagini dei militari per la prima volta in giro nelle città. Fin qui tutto ok.
Spettacolare però è stato il finale del servizio: una serie di commenti dei cittadini fermati per strada dal nostro intrepido intervistatore.
Ora, anche considerando che la statistica è abbastanza un'opinione, ma è francamente possibile che non un solo cittadino italiano intervistato si sia detto contrario o quanto meno lievemente perplesso?
No, l'Italia è una Repubblica fondata sull'omogeneità di opinioni: ciò che il governo decide fa felice tutto il popolo; almeno secondo il TG2 che ha propinato circa una decina di commenti sulla falsa riga del "oh, adesso sì che ci sentiamo più sicuri".
Personalmente trovo la cosa un po' squallida.
Va bene, più di un po' squallida in effetti.
La prossima volta piuttosto mi guardo i cartoni animati.

lunedì 4 agosto 2008

Dublino giorno 1


Mentre mi misuro la febbre (solo io potevo riuscire a raffreddarmi con 40° all'ombra), mi accingo a raccontarvi qualche curiosità sul viaggio a Dublino. Intanto le foto le trovate qui ma la galleria è ancora in costruzione.

Dopo un viaggio abbastanza lungo (con l'aeroporto di Stansted che era un vero e proprio forno) siamo giunte in quel di Dublino più o meno a mezzanotte, cosa che ha portato quelli dell'albergo a scalarci una notte dal pagamento con nostro sommo gaudio.

Già durante il breve tratto in autobus dall'aeroporto all'albergo (per chi fosse pratico della zona: all'angolo con Talbot Street a due passi dalla Connoly Station), tutta la mia angoscia è andata a dissiparsi non appena ho iniziato a riconoscere l'architettura della città. Non capirò mai perché, ma c'è una parte del mio cervello che si rilassa quando riconosce Dublino.

Dopo una notte piuttosto agitata passata in un letto coperto da piumoni e in una stanza con il termosifone acceso (SPQI: Sono Pazzi Questi Irlandesi direbbe Obelix), il mattino dopo ci mettiamo in marcia per Fairview, dove abbiamo le prime visite. Ci avviamo a piedi dato che sugli annuci proclamano che il posto è a circa 20 minuti a piedi dal centro.

I minuti in realtà sono un po' di più, ma la giornata è bella e non troppo calda e la passeggiata è piacevole. Arriviamo con un discreto anticipo, cosa che ci consente di fare la spola fra le prime due case per renderci conto di dove sono e cazzggiare un po' nel parco di Fairview che in breve è diventato il nostro parco preferito.

Tralasciamo le visite alle due case, non particolarmente degne di nota se non per la signora un po' sciroccata che raccoglieva fiori di fronte a una delle due case. La tipa, vedendoci arrivare ha alzato la testa, ci ha rivolto una serie di sorrisi inquietanti.

Dopo le due visite facciamo ritorno al parco per il pranzo (capirai, dopo la colazione all'inglese...).

Ci riposiamo un po' cazzeggiando allegramente e cerchiamo di capire dove si trova precisamente la terza casa della giornata.

Consultiamo il mio stradario scoprendo la sua simpatica abitudine di segnalare le strade lunghe da punti a casaccio senza dare nessuna indicazione utile per localizzarle rispetto ad altre zone. La soluzione è una sola: l'intramontabile google.maps. Prendiamo l'autobus per tornare in albergo dato che ormai siamo sfinite e ci infiliamo nel solito internet point dalle pareti graffitate. Lì scopriamo che Malahide Road inizia esattamente dieci metri oltre il punto in cui ci eramano sistemate a pranzare!

Stavolta decidiamo di prendere la Dart, dato che la stazione è vicina alla nostra meta e che in mezzo c'è il parco di Bram Stoker, dove pare che lo zio Abraham si sedesse a scrivere il celeberrimo Dracula (e ci credo dato che la casa dov'è vissuto è su Marino Crescent, appiccicata al parco insomma).

Cerchiamo di identificare con una certa approssimazione casa Stoker e alla fine stabiliamo che è la casetta color grigio scuro, comunque o è quella o è una delle casette intorno dato che Marino Crescent è cortissima.

Andiamo a visitare la casa per cui avevo preso appuntamento e scopriamo che è bellissima, anche la ragazza che ci fa fare il giro è molto simpatica. Fosse per me lascerei subito la caparra, ma Daga ci spiega che ha ancora delle visite e che poi valuterà lei a chi dare la stanza. Purtroppo non sono stata scelta io.

Pazienza!

Torniamo in albergo distrutte (in autobus ovviamente) e ce ne andiamo a cena a pizza-hut, dove fanno una pizza che sembra quella della mia mamma e c'è un cameriere strafigo (tanto per chi, come me, sosteneva che gli irlandesi sono tutti brutti: molti si, tutti però no).


domenica 3 agosto 2008

Veloce aggiornamento

Troppo stanca, troppo malata (essì mi sono beccata il raffreddore nonostante il caldo infernale) e troppo accaldata per scrivere qualcosa di sensato, comunico a chi usa twitter che ho ceduto alle lusinghe della Mirtillona nazionale e ora mi trovate anche lì sotto lo pseudonimo di fed_zeppelin.
Per ora.
Finché non mi stufo.

sabato 2 agosto 2008

Marcia Nuziale per Vale e Antonio


Il gran giorno è arrivato!!!




Matrimoni per amore, matrimoni per forza


ne ho visti d'ogni tipo, di gente d'ogni sorta


di poveri straccioni e di grandi signori


di pretesi notai, di falsi professori.


Ma pure se vivrò fino alla fine del tempo


io sempre serberò il ricordo contento


delle povere nozze di mio padre e mia madre


decisi a regolare il loro amore sull'altare.


Fu su un carro di buoi se si vuol essere franchi


tirato dagli amici e dai parenti


che andarono a sposarsi dopo un fidanzamento


durato tanti anni da chiamarlo ormai d'argento.


Cerimonia originale, strano tipo di festa


la folla ci guardava con gli occhi fuori dalla testa


eravamo osservati dalla gente civile


che mai aveva visto un matrimonio in questo stile.


Ed ecco che soffia il vento e si porta lontano


il cappello che mio padre tormentava in una mano


ecco cade la pioggia da un cielo mal disposto


deciso ad impedire le nozze ad ogni costo.


Ed io non scorderò mai la sposa in pianto,


cullava come un bimbo i suoi fiori di campo


ed io per consolarla, io con la gola tesa


suonvo la mia armonica come un rogano da chiesa.


Mostrando i pugni nudi, gli amici tutti quanti


gridarono: "Per Giove, le nozze vanno avanti!"


per la gente bagnata, per gli dei dispettosi


le nozze vanno avanti, evviva gli sposi!!!!




venerdì 1 agosto 2008

Celebration day


"Oggi è il mio 28esimo compleanno, da oggi ho 28 anni..." così inizierebbe qualcuno molto più degno e saggio di me.

Quante cose sono cambiete negli ultimi 365 giorni?

Tante.

E, se si considera che un anno fa più o meno a quest'ora ero in lacrime, aggiungerei un 'per fortuna'.

Quest'anno il bilancio è positivo come non lo era da quasi una vita.


Punto 1: il brutto bitorzolo che ha deciso di infestare la mia ipofisi da qualche anno a questa parte è ormai ridotto allo stremo delle forze e sta per capitolare di fronte al serrato assedio della terapia farmacologica; il che si traduce in due altri punti significativi:


Punto 2: ho ricominciato a vivere come una persona normale e non più come un automa: ho ricominciato ad emozionarmi e a provare sentimenti


e


Punto 3: niente operazione!!!!


Tutto ciò mi ha dato nuove energie e nuove spinte per fare esperienze e per saziare la fame di emozioni che mi portavo dentro in arretrato, cosa che riguarda i prossimi punti in bilancio che raccoglierò in ordine sparso:


Ho ricominciato a viaggiare e ho scoperto che non è impossibile come credevo.


Ho lavorato al massacro per due mesi al solo scopo di pagarmi un viaggio.


Ho aperto questo blog.


Ho ricominciato a colorare col photoshop e ho pubblicato qualche cosetta.


Sono stata in California e due volte in Irlanda.


Ho imparato ad accettare ed ammettere le mie paure e i miei sbagli, a chiedere aiuto e a seguire (qualche volta) i consigli che mi vengono dati.


Ho incontrato John Cassaday (ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!! <-- sospiro)


Sono stata a vedere dal vivo due partite del 6 Nazioni.


Ho scoperto che tutto quel che si dice sui problemi derivanti dal mischiare lavoro e amicizia sono balle: con gli amici si lavora benissimo!!


Ho conosciuto persone nuove e stretto con alcune di loro forti legami.


Ho cercato casa a Dublino e l'ho trovata.


Ho scoperto che i desideri espressi spegnendo in un colpo solo le candeline della torta di compleanno di avverano, l'importante è essere precisi.


E ora perdonatemi ma devo iniziare a prendere fiato perché 28 sono toste da spegnere.